C’era un uomo che apriva le porte della sua creatività a chiunque cercasse un approdo di bellezza. Molti hanno varcato quella soglia, hanno conosciuto la sua generosità e hanno visto i giardini rinascere sotto le sue mani. Oggi, quegli stessi testimoni sembrano aver smarrito la memoria, avvolti da una narrazione che non appartiene alla realtà, ma a un disegno di metodica esclusione. Si è tentato di dipingere l’artista come un uomo smarrito nella sua stessa “fantasia”, usando la sua sensibilità come prova di una presunta fragilità, trasformare il dolore di un figlio in una colpa, e la sua richiesta di dignità in un segno di instabilità. Il mondo esterno ne riconosce il valore e l’avanguardia, tra le mura domestiche la sua parola viene sminuita e il suo patrimonio interdetto. Gli è stato negato il pane per offrirgli il sospetto; gli è stato tolto il calore per lasciarlo nel freddo di un isolamento indotto. Alcuni osservano da lontano, manipolati da resoconti volti a giustificare l’ingiustificabile, dovrebbero chiedersi: è l’uomo ad essere mutato, o è la cornice intorno a lui che è stata sapientemente oscurata? La verità di un artista non risiede in ciò che gli altri dicono di lui, ma nel solco che ha lasciato nelle vite di chi lo ha incontrato. (Mia)
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Nei miei tempi mi sorprendo
La narrazione delle corde, luoghi splendono al chiamare della luce, respirano granelli di montagna, la centratura del racconto. / Nella pittura mi riconosco, in quel canto mi rivedo, in quel silenzio ritrovo l’essenziale. (Legni di Mare) \ Mamma, io ti parlo con il cuore, non ti parlo con la testa. (Esperienza)
Riflessioni Corridoi
Presidente mi dispiace ma lei ha concluso la giornata di oggi, con queste parole cariche di patos si prolungava nel cercare maggiore approvazione al suo intervento. Era una dinamica costruita dietro il sipario, ogni partecipante doveva chiamare a sé l’attenzione, bisognava tenere il clima acceso e allo stesso tempo passivo, statico, stagnante. All’ordine del giorno non ci si adoperava per migliorare il comune vivere, il confronto era logoro, la base costruttiva era divenuta scontro. (Politica)
Appunti di Memoria. (Suono)
Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi. (Sasà) – Aveva timore e rispetto di quella signora così umile e regale, credo gli abbia tramandato parecchio, e se nei momenti di sconforto pensava al suo essere, sentiva quell’odore di antichi sapori, di terra cotta ardere sul fuoco, di bucce di agrumi nell’aria, di biscotti che a lui piacevano tanto per come li preparava. (Il Terzo Fiore) / Aveva fatto sue molte fragilità per comprenderle in tempi maturi. Riusciva a scorgere l’anima degli incontri attraverso i loro stessi comportamenti, la corazza che indossava era adornata da piume, la sua fragranza di rose. Era sempre sorridente con occhi pieni di speranza e sogno, diceva che poteva andare a letto sereno dopo aver incontrato dei cari amici. (Casa Museo Sotto l’Etna)
Cuore in pena
Gli chiesero cosa stesse cecando, era così familiare il suo sguardo dritto verso un punto, che sembrava padroneggiare fiero l’ingresso di quel giorno. (Mezzanine Living) – Quanto il mio cuore ne soffra solo il Signore lo sa. (Respiro Viscerale) / Quando la visione precede l’azione. Particolare, Vedere il Vento. (Mio Nonno) \ 2007 Spring in New York. Particolare, Collaborazione Nick Daddazio. La fantasia ci abbandona. (Casa Museo Sotto l’Etna) / Le radici hanno bisogno di respirare. (Piazza Abramo Lincoln) @ Corpi d’Argilla Dipinti d’Oro.
Chi non capisce è bravo
Ci sto ancora lavorando nonostante siano passati diciotto anni, a questa esperienza che sento missione dedico me stesso anima e corpo. Grato a Mia che mi segue e incoraggia. / Smontando, rimontando: Imprints of Peace Castello Normanno di Aci Castello. (2007) \ Mi hanno detto che ho una grande memoria, ho risposto che era il cuore. (@)
La stessa polvere che una volta era in vita
Claudio Mario Andrea è un artista e comunicatore che si concentra sulla fusione di arte e comunicazione attraverso vari media. Il suo lavoro comprende un’ampia gamma di progetti, tra cui installazioni, video e interior design, tutti volti a esprimere i suoi pensieri e le sue idee. Formikepazze è un tema centrale nel suo lavoro, suggerendo un focus sulla pace e una connessione con la natura, l’ambiente. Un metro quadrato di bosco: coinvolge una notevole quantità di spazio, indicando un’installazione su larga scala, un progetto che enfatizza l’importanza degli ambienti naturali. Sicily needs love: suggerisce un focus sulla conservazione ambientale e l’importanza di preservare la bellezza naturale, in particolare nel contesto della Sicilia. Arte involontaria: l’esplorazione dell’arte che emerge da fonti o contesti inaspettati. Casa Museo Sotto l’Etna: uno spazio espositivo situato sotto il Monte Etna, contesti geografici e culturali nel suo lavoro. Spazio fluido: un approccio flessibile e adattabile all’arte e al design. “Spazio Fluido”, un luogo in cui le idee fluiscono per diventare energia nuova e rinnovata. Questo concetto sottolinea la convinzione dell’artista nella fluidità dell’arte e nella sua capacità di dissolvere le barriere ideologiche, esprimendosi in qualsiasi contesto. La trasformazione dello studio legale in un museo di arte contemporanea rappresenta una manifestazione fisica di questa convinzione. il progetto mira a contaminare l’ambiente professionale tradizionale con le esigenze espressive di un artista, creando uno spazio in cui la fisicità della creazione artistica coesiste con la razionalità della produzione intellettuale. Questa miscela è destinata a ispirare ed energizzare i giovani dipendenti dello studio legale, offrendo un ambiente vivace e positivo che incoraggia migliori prestazioni e consapevolezza del lavoro. Il lavoro di Claudio Arezzo di Trifiletti, incluso il progetto “Casa Museo Sotto l’Etna”, riflette un profondo apprezzamento per la realtà multiforme della vita e l’importanza dell’arte nel catturare ed esprimere questa realtà. Le sue opere, che attraversano i generi e sfidano i sistemi convenzionali, mirano a introdurre il caos nell’ordine, offrendo un ottimismo esistenziale e una fonte di ispirazione. Il suo background artistico è caratterizzato da uno stile unico che combina elementi di pittura, installazione e performance art, spesso incorporando elementi dell’ambiente e delle persone che incontra. Il lavoro di Trifiletti è radicato nell’idea di creare uno spazio in cui arte e vita si intrecciano, sfidando il sistema che spesso esclude l’autenticità dell’essere umano. La sua arte cerca di canalizzare l’essenza della vita, l’interconnessione delle persone e la complessità delle emozioni e delle esperienze umane. Crede nel potere dell’arte di semplificare la cultura e di dare voce agli aspetti silenziosi della vita umana, come la sofferenza e il dolore, insieme a gioia, amore e speranza. Impronte: documenta, esplora gli impatti fisici ed emotivi dell’attività umana sull’ambiente. Il lavoro di Claudio Arezzo Di Trifiletti è caratterizzato da un profondo legame con la natura e dal desiderio di comunicare idee ed emozioni complesse attraverso l’arte. I suoi progetti esplorano temi di pace, conservazione ambientale e interazione tra gli esseri umani e il loro ambiente naturale. Riflette il contesto culturale e geografico della Sicilia in diversi modi, principalmente attraverso il suo coinvolgimento con monumenti storici e architettonici, nonché attraverso i temi e i materiali che incorpora nei suoi progetti. Una delle tecniche più note di Trifiletti è il metodo “Imprints”, in cui stende teli bianchi per strada, invitando le persone a calpestarli. Queste impronte, catturate in varie città tra cui New York e Barcellona, servono come manifestazione fisica dell’esperienza umana, evidenziando l’interconnessione delle persone e del mondo che le circonda. Questa tecnica non solo cattura le tracce fisiche del movimento umano, ma simboleggia anche le impronte della vita, della storia e della memoria sul mondo. L’arte di Trifiletti mira ad affrontare il mondo globalizzato, dove le emozioni umane e l’autenticità sono spesso trascurate a favore del lavoro e della comunicazione. Cerca di ricordare alle persone la loro identità, la loro essenza e la libertà di esprimersi. Trifiletti sfida il sistema e invita le persone a impegnarsi con l’arte in luoghi inaspettati, mirando a dare voce a coloro che sono spesso trascurati. In sintesi, il background artistico di Claudio Arezzo di Trifiletti è caratterizzato da una miscela unica di generi, un profondo apprezzamento per la complessità e l’interconnessione della vita umana. Attraverso tecniche come il metodo “Imprints” e il concetto di “Fluid Space”, cerca di dare voce agli aspetti silenziosi dell’esperienza umana e di ispirare un più ampio apprezzamento per l’arte e il suo ruolo nella società. Il progetto “Sala Consiliare Rispetto Pianeta”, è parte delle iniziative di Claudio Arezzo di Trifiletti. Rispetto ambientale e sostenibilità, sono gli sforzi artistici di Trifiletti. Esplora la relazione tra esseri umani e ambiente, sottolineando l’importanza di armonia ed equilibrio. Mira a mettere in luce la bellezza e il patrimonio culturale della Sicilia attraverso l’arte, integrare elementi artistici con l’educazione e la difesa del Patrimonio Culturale. Ricerca, come coinvolgere il pubblico in conversazioni significative sulla sostenibilità e sull’importanza di prendersi cura del pianeta. La natura del nome del progetto, implica una forma di partecipazione pubblica o coinvolgimento della comunità. Le sale consiliari sono in genere spazi per la governance locale e le riunioni pubbliche, il progetto è concepito per promuovere il dialogo e la collaborazione tra i membri della comunità su questioni ambientali. “Appunti di un Diario Visionario” sono riflessioni filosofiche, visioni, profezie che indicano idee lungimiranti o previsioni sul futuro. Questi “appunti” (note) sono espresse attraverso varie forme d’arte, esplorano temi di esistenza, scopo e condizione umana. Trifiletti trae ispirazione dalla natura e crede nella forza creativa della terra. Il suo processo artistico implica l’essere in uno stato di semi-trance, guidato da sentimenti, emozioni e segnali. Trifiletti si considera un intermediario di un progetto superiore, credendo che il suo ruolo sia quello di canalizzare l’ispirazione divina attraverso la sua arte. In sintesi, le installazioni Claudio Arezzo di Trifiletti sono caratterizzate dalla loro portata globale, dall’approccio multidisciplinare, dalle sfumature spirituali e dall’attenzione ai temi ambientali. Il suo uso dell’imprinting come concetto centrale riflette l’essenza dell’esperienza umana, lasciare tracce della nostra presenza nel mondo che ci circonda. (Phind)
Macchie di colori in cielo (1mqdb)
Marco Allia – Siamo fuoco, acqua e respiro, un mattino e una notte, un passaggio dentro il giardino. Melodia e sapore di buon vino, invenzione che si mescola al sapere e al buon bere. Amicizia, rito soave, calore di un familiare che non osa chiedere se pur amando ha saputo dare, memoria di quello che è stato partecipare. (Pace) / Prometto solennemente di non rinunciare alla ricerca. Osservare, meditare, agire nella consapevolezza. Autenticità, unicità nella fragilità come nei momenti di forza. Comprendersi per comprendere, trovare l’incontro tra il presente e il futuro.
Sogno realizzare bellezza, mistero delle piccole cose che connettendosi creano visione
Se avessi avuto il minimo sostegno, numerosi alberi avrebbero già radicato. Il tempo racconta, lo spazio misura la volontà. Ogni notte, sogno quello che avrei desiderato, faccio i conti con quello che mi è stato dato. Mi domando il perché di così tanta negazione, il perché di così tanta sfiducia nel capitale delle buone azioni.




























