Archivio dell'autore: acrylic

Informazioni su acrylic

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista San Francesco D’Assisi

Misunderstandings, connections and introspections

Il pozzo è molto profondo, casuale immersione celeste. Guardavamo la luna senza puntare il dito, ho intonato un mantra. Rabbi, il coro cantava a piedi nudi, un sentiero fatto di palme. L’accanimento acceca la realtà, non svegliare il buio che c’è in te, non chiamarsi guerra, affidarsi alla pace, ignorare e guardarsi le spalle, chi ne leva una ne leva cento. Cortili in festa, terrazzi fioriti, storie di tempi trascorsi, carrozze e cavalli. Ogni mattina lascio sul davanzale briciole di biscotti, quando esco dal cortile Bud mi guarda, al rientro ritrovo il suo canto che benedice il tetto dei miei sogni. Colori, natura, radici, mondo primitivo, memoria e respiro, incontri sono tasselli di questo nido edificato nell’immaginario senza fine. Mia, sostiene che le migliori antenne nascono dalla fantasia delle onde. Mezzanine Living (Palazzo Speciale)Bud e le briciole di biscotti. Hope, Claudio Arezzo di Trifiletti

Etereo, spirituale, sentimento edifica storia, tramanda costume, rispetto, umiltà, volontà, unione. Terra, pietra, radici e sorgenti, figlie e parenti, a corte è festa, le porte sono aperte, in tutti i piani iniziano incontri, Europa ma anche mondi lontani sono illuminati da imponenti lampadari, fuoco è sentiero, vento porta mistero, Corrado abbraccia tutti e fa dono del suo impero. Corrado Arezzo de Spuches (Castello di Donnafugata)

Guardian world

Catania, Ospedale Santa Marta – Acqua potabile, riutilizzo delle materie, rimboschimento urbano, dovrebbero essere priorità, che ridicole mascherine sotto un cielo che inizia a piovere fuoco. Stop Demolizioni, pianeta saturo di macerie.

Catania desidera consapevolezza

Story of a Patrician Holy Family in Sicily

devoti sant'agata 2021

Catania, 5 febbraio 251 – Notte profonda di luna nascente, una luce inondò il carcere dove avevano portato Agata in fin di vita, atroci ferite guarirono, e tutte le porte si aprirono ai perseguitati cristiani, si riversarono per la città. Bianco era il colore della divisa che indossavano. Statue e spiriti guida, parole silenziose, saggezza sentono i cuori, tornare ad ascoltare la pietra. Agata sarà la liberazione della patria.

“<< Rewind” - Written by the artist friend Cesare Botto

Mezzanine Living

Mezzanine Living

L’arte, come espressione del pensiero libero dell’uomo, ha sempre fornito la possibilità di indagare, rappresentare e coinvolgere nelle più variegate forme di linguaggio, in modo evidente o metaforico, la società del suo tempo. Limitandoci all’ambito della pittura, è noto che grandi artisti come Caravaggio, Goya, Bacon, per citare solo tre esempi di epoche diverse, non fossero solo bravi pittori capaci di produrre opere di alto appagamento estetico, ma nel loro lavoro, al di là del tema evidente, denunciavano i mali che serpeggiavano nella stessa società che li sosteneva. Zygmunt Bauman, nel suo libro “L’etica in un mondo di consumatori” (Laterza 2010), sostiene che, a differenza dell’epoca precedente, quella della modernità solida, che viveva proiettata verso l’eternità, la modernità liquida non si pone alcun obiettivo e non traccia alcuna linea conclusiva; più precisamente essa attribuisce il carattere della permanenza unicamente allo stato di transitorietà. Ed è in questo stato di transitorietà che oggi operiamo costantemente bersagliati da troppe informazioni, da un’incessante flusso di immagini e da continue e innumerevoli-pretestuose formule concettuali, che aspirano al ruolo di dogma. La pittura, credo, possa ancora fornirci un’ancora di salvezza, forse almeno un’isola in cui rifugiarci, un terreno solido a cui fare riferimento. La capacità espressiva del colore, la potenza del segno e la inesauribile possibilità di inventare nuove forme per dare visibilità ad un pensiero, costituiscono gli ingredienti di cui l’artista dispone nel suo magistero. Senza distrarre l’attenzione con riflessioni troppo lontane nel tempo, ritengo di affermare che  la recente produzione artistica (ma vale in generale) altro non è che il frutto di ciò che il xx° secolo ci ha offerto e in gran parte influenzato. Non si può infatti ignorare il progressivo e inesorabile processo di mutazione dell’arte che, orientando sempre più l’attenzione sulle problematiche della vita nei suoi adattamenti a una civiltà dei consumi, all’integrazione razziale, alla convivenza con culture e confessioni diverse, ci ha condotti a considerare e, volendo, superare le barriere che ci dividono regalandoci modalità inedite di interpretazione e di sviluppo del nostro fare arte, ma senza la pretesa di porre alcuna linea conclusiva. Per parlare del mio lavoro, tendo a procedere in questa ottica prediligendo come supporto per i miei elaborati i materiali poveri, i pannelli pubblicitari abbandonati tra i rifiuti, le tele sciolte prive del telaio e della cornice, le tavole di legno scartate dall’industria e ogni elemento riciclabile, altrimenti destinato a inevitabile declino. In questa scelta operativa è insito il concetto di “rewind” inteso non come ritorno a modalità espressive del passato, ma volto ad un possibile reimpiego di ciò che la foga consumistica produce, denunciandone lo spreco, il disordine, l’inquinamento. Anche nella scelta dei colori prediligo l’utilizzo di prodotti neutri solubili in acqua, possibilmente privi di componenti chimiche, con preferenza per gli ossidi minerali naturali a ridottissimo tasso inquinante, che impasto e preparo personalmente. Infine, ma non ultima considerazione, va posta sul modus operandi che mi è proprio: dipingere in libertà, fuori dalle regole del mercato che inibisce la creatività, affidandomi all’improvvisazione e creando di volta in volta nuove regole e nuovi modelli. L’essenzialità dei segni, le forme astraenti, i toni contrastanti, sviluppano una dialettica fra ordine e disordine, fra pulsioni istintive e scansioni più controllate, fra trasformazioni metamorfiche ed elementi archetipici, fissati mediante un’esecuzione rapida e senza troppi ripensamenti. Questa in conclusione è la cifra stilistica che oggi mi rappresenta.

Planet in the recovery room

uso e riuso della materia arte involontaria

uso e riuso della materia arte involontaria

Compromessi sottraggono futuro, mediocrità annienta il presente, arrivismo seppellisce memoria. Quale salvaguardia del pianeta, solo vanità e interessi. Quanto questa storia mi addolora, per quanto ancora dobbiamo rendere la vita invivibile? Un mondo alla deriva, non pensavo ci fosse questo livello di regressione. L’uomo cade a pezzi e il mediocre vuole infrastrutture. Bellezza risiede nell’invisibile forma, spirito comunica nella creazione. Rispetto materia, riconoscenza vibrazione. Catania, Ospedale Santa Marta

pianeta in sala rianimazione stop demolizioni

pianeta in sala rianimazione stop demolizioni

essence of the stars

Per rendere felice la luce, ho invitato il colore a danzare con la forma, il tempo si è incantato nella memoria, e la poesia ha incontrato lo spazio. (Tetti, 12/84 cm.)

abstract claudio arezzo di trifiletti

È la testa a reggere il corpo. Pronuncio desiderio di rinascita, sentimenti donati mi appartengono. Non desidero esistere in quanto persona, ma attraverso il suggerimento per un futuro comune, trovare l’io che risiede in ognuno di noi. Desiderio, essenza delle stelle. (Terra, 188/14 cm.)

abstract art sicily

happy Island

Isola Felice 188/15 cm. – Mi difendo dipingendo, metto ordine pregando, mi nutro di bellezza e armonia, intorno silenzio cosmico condivide suono. Dovremmo spegnere i motori per tornare a sentire il pianeta che ci regge, il dolore che provano i vulcani, il poco rispetto che ancora oggi la politica riserva nei confronti del mare. Cerco dare da mangiare a Bud, briciole di biscotti, gli piacciono tanto. Seguendo le mutazioni del pensiero, una cena potrebbe durare il tempo di una pillola. Il futuro (presente) non è un centro commerciale a cinque piani, ma un bosco che possa raggiungere le vette più alte del cielo.

public opinion

arte involontaria playa catania mia

Sensibilizzare l’opinione pubblica, risvegliare le coscienze. Un nome per ogni albero, creature vive donano vita. Portare alla luce il buio. Paride, un remix di preghiere. Ci sono così tanti suoni nel silenzio, da poter attribuire un’anima anche allo scaldabagno. (Mia)

Big Ben

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Visione 12/78 cm. Soddisfazione, realizzazione, vento soave, vita regale. Alla nascita della luce, il buio non venne invitato, rallegrato il timore la notizia arrivò al soldato. Trombe e spade si misero in cammino a seminare terrore per il nuovo arrivo, solo coloro che l’ospitavano da tempo fecero un sospiro per quel bambino. Prodigio in terra, non si può arrestare la primavera.

dream of the universe

In questa barca che solca il sogno dell’universo, la sera accendo preghiere che mettono ordine. Onirico si cosparge in ogni angolo e forma che alle prime luci libero al cielo. (Bud)