Archivio tag: contemporary art exhibition

Project Hybrids è un progetto collaborativo sviluppato dagli artisti multimediali multidisciplinari Sonja Streck e Antoine Eole

Il loro obiettivo è esplorare concetti innovativi e stimolanti nell’entusiasmante nuovo campo dell’arte ibrida. Project Hybrids spinge i confini delle forme d’arte tradizionali attraverso la sperimentazione di tecniche e materiali innovativi, fondendo performance, audio, video e media basati sul tempo con le più recenti tecnologie digitali. Il loro lavoro esplora la relazione distopica tra identità, cultura e sé, ovvero il modo in cui le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale (IA) costruiscono e informano la nostra comprensione e interpretazione del mondo che ci circonda. Antoine Eole, aka In dA WOods aprirà la mostra musicalmente con la prima esecuzione del suo nuovo album “Nuit Blanche”, allo stesso tempo Sonja Streck creerà un dipinto dal vivo al ritmo della musica. Poi si aprirà la mostra del nostro lavoro collaborativo, PROJECT HYBRIDS, che consiste in stampe di screenshot video delle opere di Antoine montati digitalmente da esposizioni multiple delle opere di Sonja, alcune delle quali anche dipinte. Su due schermi saranno proiettate le animazioni di queste opere per le quali Antoine ha composto meravigliosi “gioielli sonori”. Nel “cubo”, una camera oscura, si potrà godere un’installazione video composta da video musicali generati con l’intelligenza artificiale da Antoine. La mostra è completata dai dipinti che Sonja ha realizzato sull’argomento.

SONJA STRECK & ANTOINE EOLE

Sonja Streck originaria della Germania, ma trasferitasi a Zurigo, in Svizzera, e che ora considera Catania, Sicilia, Italia la sua casa, ha un background da artista tradizionale. Diversi anni fa ha deciso di spingere i limiti della rappresentazione bidimensionale, come la stampa e la pittura, verso una forma d’arte digitale più dinamica e frammentata. Ha scoperto che reinterpretando le sue opere fisiche originali attraverso il trasferimento e la manipolazione digitale e poi di nuovo come stampe e dipinti, ha aperto un modo completamente nuovo. Per me l’arte è un linguaggio senza parole, pensieri che diventano colori e li riflettono, Pittura e fotografia sono le mie libertà in cui mi immergo e mi dedico interamente al mio lavoro. Voglio creare qualcosa di nuovo, qualcosa che venga dalla mia immaginazione, non una copia esatta delle cose, voglio esprimere i miei pensieri, sentimenti, gioie e paure a modo mio. In Antoinè ho trovato un artista che condivide i miei pensieri, parliamo la stessa lingua con mezzi diversi, lui crea un mondo di musica, suoni e video generati dall’IA che fondiamo in ibridi nei nostri lavori congiunti, risultando in un linguaggio completamente nuovo quelli che condividiamo. Antoine Eole, originario di Parigi e ora residente a Berlino, ha un background come compositore, sound designer e sound engineer. Ha lavorato come artista freelance, componendo musica per produzioni teatrali, film e serie TV come Zazie, Elasto Culbuto e sound design per documentari e canali TV come Arte, MTV, France TV e Disney Channel. È stato uno dei fondatori del gruppo electro rock ‘Bad Pilot’ , che ha pubblicato tre album e si è esibito in tutta Europa. Oggi il suo progetto audiovisivo, in da Woods, esplora paesaggi sonori cinematografici con il lato grezzo della musica sperimentale e futuristica, mescolato a creazioni visive digitali. Sonja mi ha contattato online e, subito dopo le nostre conversazioni iniziali, è emersa l’idea di collaborare a una mostra incentrata sul concetto di ibrido. Questa mostra riunisce molteplici discipline – pittura, fotografia, musica, video e intelligenza artificiale – intrecciando allo stesso tempo i nostri due universi distinti. Entrambi affrontano temi simili, ma da prospettive diverse e complementari. In quest’era di progresso tecnologico sconfinato, qual è il posto dell’umanità? Cosa rende l’essere umano insostituibile per le macchine – o forse no? I video che presento qui approfondiscono la condizione umana nella sua forma più profonda: il nostro posto nella società contemporanea, i nostri sogni, le paure e il declino. Questi stati umani vengono esaminati e analizzati attraverso la lente dell’intelligenza artificiale. Per l’inaugurazione, Sonja eseguirà una sessione di pittura dal vivo e io presenterò la mia nuova performance audiovisiva, creata in concomitanza con l’uscita del mio ultimo album Nuit Blanche: un viaggio attraverso il paesaggio urbano notturno, fondendo ambient, futuri bassi ed elettronica cinematografica.

the importance of communicating

In an increasingly accelerated world, we find ourselves hostage to thoughts, worries, commitments, decisions that stifle our sighs. We feel a sense of concern that we mistake for anxiety, but it is only the need of our body to live with our feet on the ground, in the true sense of the word, and not on the asphalt. Regaining flavours, smells, colours, shapes, learning again to breathe and live. Here is what “footprints of peace” are. White canvasses resting on the ground, where the history of the place goes back to the surface through the path of people who unconsciously travel those same roads with their experience and their emotions. From the encounter between this subterranean past and the present, a time wheel is created, a portal that faces the future and gives rise to thoughts and reflections through a universal language, a truth that can only be glimpsed with the eyes of the heart and of the soul. Imprints is a journey where past and present meet, an inner journey in search for peace and balance, a way to regain contact with the world and contact between souls. From 1st December to 6th January, for the first time, 100 imprints canvasses, 100 streets, millions of people, stories of unknown lives will leave the rooms of the Casa Museo under the Etna. This is the place where visible and invisible meet, and where men return to be connected to each other. The sale of Imprints will allow to buy trees to be planted in the Terre di Martorina project. This will not close the circle, but it will be the birth of a mandala that will become a new key of communication, a new way of living and think of art as a whole one with nature, with love and peace. Sicily is in the middle of this great design, as a place to start from, through the contact with the earth, with water, with stones. The bare hands create life, they create a connection to forget, even for a moment, the content of every single word and allow us to be guided by its intrinsic meaning. We are connection, we are ears of wheat, we are roots of olive tree and bunches of grapes, space and time, depth and breadth, we are gift and sacrifice, sacrifice in time but gift in space, we are ears that must learn to listen to the signals that the world sends to us.

Traduzione, Pietro Speciale

"Custodire una bandiera universale"

“Custodire una bandiera universale”

In un mondo sempre più accelerato, ci ritroviamo ostaggi di pensieri, preoccupazioni, impegni, decisioni che soffocano i sospiri. Avvertiamo un senso di inquietudine che scambiano per ansia ma che è solo l’esigenza del nostro corpo di vivere con i piedi per terra, nel vero senso della parola, e non sull’asfalto. Riappropriarsi dei sapori, dei profumi, dei colori, delle forme, reimparare a respirare e a vivere. Ecco cos’è impronte di pace. Tele bianche poggiate a terra dove la storia del luogo risale in superfice attraverso il cammino di persone che inconsapevolmente percorrono quelle stesse strade col loro vissuto e le loro emozioni. Dall’incontro tra  questo passato sotterraneo e il presente contemporaneo si crea una ruota del tempo, un portale che si affaccia al futuro e dà origine a pensieri e riflessioni attraverso una lingua universale, una verità che può essere intravista solo con l’occhio del cuore e dell’anima. Imprints è un percorso dove passato e presente si incontrano, un viaggio interiore alla ricerca di pace ed equilibrio, un modo per riappropriarsi del contatto col mondo e del contatto tra le anime. Dall’1 Dicembre al 6 Gennaio per la prima volta lasceranno le stanze della Casa Museo sotto l’Etna 100 tele imprints, 100 strade, milioni di persone, racconti di vite sconosciute, il luogo dove avviene l’incontro tra il visibile e l’invisibile e dove l’uomo ritorna ad essere connesso l’uno con l’altro. Dalla vendita degli Imprints verranno acquistati alberi da piantare nel progetto Terre di Martorina, non una chiusura del cerchio ma la nascita di un mandala che si trasformerà in una nuova chiave di comunicazione, un nuovo modo di vivere e concepire l’arte come un tutt’uno con la natura, con l’amore e la pace.  Al centro di questo grande disegno la Sicilia come luogo da cui ripartire, attraverso il contatto con la terra, con l’acqua, con le pietre. Attraverso le mani nude che creano vita, creano connessione per dimenticare, anche solo per un momento, il contenuto di ogni singola parola e lasciarci guidare dal suo significato intrinseco. Siamo connessione, siamo spighe di grano, siamo radici di ulivo e grappoli duva, spazio e tempo, profondità e larghezza, siamo dono e sacrificio,  sacrificio nel tempo ma dono nello spazio, siamo orecchie che devono imparare ad ascoltare i segnali che il mondo ci invia.

Scritto, Cristina Cocuzza

world needs love

imprints family

En un mundo cada vez más frenético, nos volvemos rehenes de nuestros propios pensamientos, preocupaciones, compromisos y decisiones que sofocan nuestros suspiros. Sentimos una sensación de inquietud que se confunde con ansiedad pero que no es más que la necesidad de nuestro cuerpo de vivir con los pies en el suelo, en la tierra y reapropriarnos de ella, volver a sentir sus perfumes, sabores, ver sus colores, formas y volver respirar, a vivir; esto es lo que se llama Impronte di Pace.
Lienzos blancos apoyados en el suelo donde la historia del lugar vuelve a la superficie a través del pasar de las personas que, inconscientemente, recorren los mismos caminos con sus experiencias y emociones. A partir del encuentro entre este *pasado subterráneo* y el *presente contemporáneo* se crea una rueda del tiempo, un portal que asoma hacia el futuro y da lugar a pensamientos y reflexiones utilizando un lenguaje universal, una verdad que solo se puede vislumbrar con el ojo del corazón y del alma.
Imprints es un viaje en el que el pasado y el presente se encuentran. Un viaje interior en busca de paz y equilibrio, una forma de recuperar el contacto con el mundo y entre las almas. Desde el 1 de diciembre hasta el 6 de enero, por primera vez, 100 lienzos dejarán la Casa Museo sotto l’Etna para exhibirse en el. Palazzo della Cultura de Catania. Cien calles, millones de personas, historias de vidas desconocidas, el lugar donde se reunirá lo visible con lo invisible y donde el hombre vuelve a estar conectado consigo mismo.
La recogida de fondos de Imprints será destinado a un nuevo proyecto en Terre di Martorina, a la compra de árboles y su plantación; No se trata del cierre de un círculo sino el nacimiento de un mandala que se convertirá en una nueva clave de comunicación, una nueva forma de vivir y de concebir el arte; el conjunto entre naturaleza, amor y paz, siendo una sola cosa. En el centro de este gran diseño, Sicilia es un lugar para comenzar, a través del contacto con la tierra, el agua, las piedras; de las manos desnudas que crean vida, crean una conexión para olvidar, aunque sea por un momento, el contenido de cada palabra y dejarse guiar por su significado intrínseco.
Somos conexión, somos espigas de trigo, somos raíces de olivo y racimos de uvas, espacio y tiempo, profundidad y amplitud, somos don y sacrificio, sacrificio en el tiempo pero don en el espacio, somos oídos que tienen que aprender a escuchar las senales que el mundo nos envía.

Traduzione, Ana Arranz