Piccoli lumi ad olio, gli animi si rigeneravano, la parola nasceva spontanea, nutriva quell’esperienza di tempio interiore e nonostante le istituzioni preposte fossero tarde al risveglio, quelle comunioni scaldavano dall’inadeguatezza di quel fare. Sicilia politicizzata, ripudiava il sentimento, ignorava il pensiero vegetale, minerale, e non aveva scrupoli a scagliarsi contro i più fragili, erano casi patologici adescati dalla dimenticanza, incalcolabile il trauma di quell’isola culla di civiltà. / Un mese di Kiwi, duri come la pietra. (Genetica)






Sciogliere le incomprensioni prendendone le distanze. (Arte della Memoria) – La cultura della dimenticanza, gli automi pronunciavano da tempo le stesse parole, non piangersi addosso era l’apertura di discorsi logori e privi di contenuto. La poetica bullizzata da grandi progetti dediti alla demolizione, l’edificare del proprio riflesso. Contesti famelici emarginavano il valore, la tossicità era la disciplina fatta di apparenza, malcuranza. Natura sacrificata, beni storici insabbiati, l’esaltazione del proprio ego, l’ignoranza. Tempi di eventi e strani venti. (Società)